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La Legge 180, nota come Legge Basaglia, segna nel 1978 un passaggio storico. Essa vuole affermare la centralità della persona. I malati psichici cessano di essere considerati come pericolosi socialmente e irrecuperabili, e quindi confinati ai margini della società, nei manicomi.
Un medico psichiatra veneziano, Franco Basaglia, diventa promotore di un movimento che darà avvio a un nuovo modo di guardare all’altro e, quindi, alla malattia psichica, riconoscendo la persona ed il cittadino in chi è affetto da disturbo mentale, e non solo il malato.
Prima della Legge Basaglia, l’assistenza psichiatrica era regolata dalla Legge 36 del 1904. Tale legge recitava nel primo articolo: «Debbono essere custodite e curate nei manicomi le persone affette per qualunque causa da alienazione mentale, quando siano pericolose a sé o agli altri e riescano di pubblico scandalo e non siano e non possano essere convenientemente custodite e curate fuorché nei manicomi».
Con l’approvazione il 13 maggio 1978 della Legge 180, la cui stesura dobbiamo allo psichiatra genovese senatore Bruno Orsini, i malati psichici cessano di essere “alienati, quindi strutturalmente diversi, e potenzialmente ostili” (Bruno Orsini, 2019).
La chiusura dei manicomi, come previsto dalla legge Basaglia, vuole ridare dignità ai malati psichici, deumanizzati nei manicomi, attraverso il riconoscimento e la valorizzazione della loro unicità in quanto persone e dei loro diritti in quanto cittadini, al lavoro, alle relazioni affettive, alla cura e alla salute. All’inclusione, in luogo dell’emarginazione. Si apriranno così nuove prospettive nella comprensione dei disturbi mentali, nella loro rappresentazione sociale e nelle modalità di cura. Si passerà da un modello custodialistico, come il manicomio, ad un modello di presa in carico della persona, attraverso i servizi psichiatrici territoriali.
Franco Basaglia si è fatto portavoce di un modo nuovo di essere uomo tra uomini, alla ricerca dell’incontro autentico con l’altro, con la sua soggettività, col suo essere persona.
“Medici come Basaglia e Slavich, hanno insegnato come prima e dopo una diagnosi c’è sempre una persona, con la sua storia, che non è solo storia di malattia ma anche storia di vita” (Natale Calderaro, 2019).
La legge Basaglia ha avuto il grande merito di trasformare una certa concezione dell’ uomo in buone pratiche di cura, in cui diventa centrale la relazione con l’altro. “Aprire l’Istituzione non è aprire una porta, ma la nostra testa di fronte a “questo” malato” (Franco Basaglia).
A febbraio 2019 ho avuto l’onore di incontrare e realizzare la ripresa dell’intervento dell’Onorevole Bruno Orsini, promotore e relatore in parlamento della legge, in occasione dell’invito a lui rivolto da “Matera, Capitale Europea della Cultura per il 2019”.
E’ possibile ascoltare le sue parole a questo link
Per approfondimenti: CHI SONO
RAIPLAY ZAVOLI INCONTRA BASAGLIA

